Una Disneyland per bambini cattivi
Cap 6: dal libro Tourist Trophy - la corsa proibita
All'inizio del secondo millennio il
Tourist Trophy è l'unica e l'ultima corsa al mondo che puoi vedere da vicino.
Non ci sono commissari di percorso a sbarrarti la strada, o vie di fuga
asettiche e immense a rendere microscopica la visione dei suoi protagonisti. E
non trovi barriere invalicabili, muretti, guard-rail a doppia lama o altissime
reti di contenimento che frappongono mille losanghe metalliche fra te e i tuoi
eroi. Sei a poche spanne dai piloti che ti schizzano davanti agli occhi come
proiettili impazziti. Col pericolo che sfiora i centauri in gara e si concede,
compiacente, con pari intensità anche a chi guarda. Sei lì, nel cuore pulsante
di una competizione che puoi gustare, respirare, sentire per un attimo infinito
come parte di te stesso. Il Tourist Trophy è l'unica e l'ultima corsa al mondo
che ha ancora un suo odore che possono sentire tutti. Una fragranza strana,
un'essenza le cui componenti scaturiscono dalle gomme martoriate delle moto, dai
tubi di scarico roventi, da una natura selvaggia, verde, avvolgente, matrigna e
dal vento che porta il profumo del mare. Caucciù nebulizzato, aromi di benzina
combusta, legno e muschio dei boschi uniti a estratti di salsedine, mescolati
con saggezza centenaria dalla mano invisibile di un
destino che magicamente si ripete. E l'odore del Tourist Trophy ti accompagna
per due settimane, tanto durano le prove e le corse. Aleggia discreto nella
brezza perpetua che rinfresca
l'isola, ti carezza le narici e non scompare, perché le avvolge senza mai
abituarle alla sua presenza. I veterani dicono che l'aria del TT abbia il potere
di inebriare, di alimentare un'euforia ogni attimo meno quieta, di eccitare gli
animi, di sconvolgere gli equilibri. Di spostare d'un pizzico la soglia del
rischio che ciascuno è disposto ad accettare, i confini del pericolo che
separano il coraggioso dall'incoscente, il duro dallo sciocco, l'abile dallo
stolto. Per questo capire il TT vuol dire saper convivere col suo odore e i suoi
richiami chimici fatti di una magia affascinante ma anche intimamente subdola.
E, se riesci a rimanere immune dalle sue sirene olfattive, il TT diventa un mare
immenso dai mille colori, nel quale puoi tuffarti e vivere un'esperienza unica.
Magari girando in auto o in moto lungo il circuito, attento a rispettare i
limiti
di velocità e a non emulare gli assi delle due ruote o, peggio ancora, i pazzi
scatenati in cerca di gloria e in attesa di guai che arriveranno puntuali. Il TT
per uno spettatore è un'esperienza stupenda da vivere senza inutile follie, una
manifestazione immensa fatta di mille spettacoli nello
spettacolo. Un quadro strano ma sublime la cui cornice si lascia ammirare quanto
la sua tela antica e preziosa. Il TT vive anche nelle corse pigre dei tram a
rotaie trainati dai cavalli, nello scorrere di Lady Isabella, la gigantesca
ruota del mulino ad acqua più grande del mondo, nello sbuffare delle locomotive
a vapore lungo i binari della vecchia ferrovia, nel fragore delle onde sulla
scogliera del castello di Peel, negli alberghi in stile coloniale e nelle mille
casette neogotiche circondate da giardini curatissimi, all'ombra di austere e
imponenti chiese metodiste. La baia di Douglas, la capitale, di notte s'illumina
ospitando sulla promenade due ali di folla che si gustano le impennate e le
sgommate di acrobati improvvisati. I passaggi di altre moto guidate da ragazze
che indossano il solo casco, le urla d'approvazione della platea stupita, le
risate dei Bobbies che giocherellano coi manganelli. Tutto al TT è colore,
scenografia, happening. E poi ci sono le tradizionali bevute al leggendario pub
di Bushy's, il santuario locale della birra, in piena promenade, con le
conseguenti e colossali sbornie. I sorrisi trucidi e sdentati di centinaia di
individui di nero vestiti, che se ne stanno stranamente quieti nei mille locali,
bombardati da colonne sonore preferibilmente Heavy Metal e avvolti in completi
di pelle, borchie, catene, tatuaggi, mitragliate di orecchini, piercing e
circondati da boccali perennemente colmi. Ma le risse sono rarissime nelle notti
del TT. Vige una specie di tregua sacra, di consuetudine pacifica che spinge
tutti al sorriso e alla tolleranza. Di notte, nei luoghi più chic dell'Isola,
come Port Erin, lavorano forte night club e casinò. Nei pub impazzano i concorsi
di miss wet T-shirt, con volenterose ragazzotte che si lasciano spruzzare acqua
su magliette da cui traspare tutto. Vince, di solito, la più... consistente. Di
giorno, poi, le occasioni di intrattenimento sono tante anche per chi vuole
evadere per un attimo dal clima delle corse. In tutta l'isola fervono raduni
monotematici dedicati a moto moderne o d'epoca. Norton, Mv Agusta, Ducati,
Velocette, Ajs, Triumph e Bmw, ma anche grupponi di chopper alla "Easy Rider",
ibridi a tre ruote, motocarrozzette e sidecar da guerra dotati di
mitragliatrice. Tutti i proprietari di una moto, a turno, diventano le star di
un'esposizione o di un ritrovo. Nell'Isola ogni piccolo paese ha i suoi pub
caratteristici, tappe
obbligatorie per chi vuole innaffiare un giro del circuito con (si spera) poche
e prudentissime pinte di birra. Il momento più magico per lo spettatore è
tuttavia quello del Mad Sunday, ossia della domenica pazza. Il giorno in cui
tutti i comuni mortali possono percorrere il tratto di montagna del tracciato,
da Ramsey Hairpin fino a Creg-Ny-Baa, senza limiti di velocità e a senso unico
di circolazione. Un evento al quale ben pochi amanti del TT riescono a
sottrarsi. Un rito nel rito, molto più selvaggio, pericoloso, folle e spietato
della corsa vera e propria. Una tradizione condita dal rombo delle moto e
dall'urlo lacerante delle ambulanze. I chilometri della terra di nessuno sono
luogo fertile per emozioni e rischi inutili a buon mercato, troppo spesso per
tragedie gratuite. Durante la domenica pazza è meglio passarci in autobus, sul
tratto di montagna. Ma solo chi si periglia in moto è degno di acquistare, una
volta rientrato a Douglas, la
maglietta con la scritta inquietante «Anch'io sono sopravvissuto al Mad Sunday».
E non finisce qui. Sulla spiaggia Ramsey si svolge una fittissima serie di gare
di motocross, oltre alle prove di accelerazione dei dragster, per la via del
lungomare. Sulla pista ovale di un quarto di miglio a Onchan, sopra Douglas,
corrono quasi quotidianamente delle buffe auto protette da una gabbia di
metallo, chiamate un po' pomposamente stock car e si esibiscono gli acrobati di
una strana squadriglia di personaggi, i Purple Helmets, dotati di lunghi e
pesanti pastrani marroni e capaci d numeri incredibili quanto esilaranti in
sella ai loro motorini. E poi ogni sera concerti rock, country, party, gare di
kart, trial e minimoto, premiazioni e partecipazioni straordinarie di piloti di
ieri e
di oggi. Al porto di Douglas i traghetti scaricano senza sosta centinaia di
bikers, mentre al Sea Terminal, nei locali della Steam Packet, la compagnia di
navigazione, i volti tristi degli appassionati che partono dopo il primo
week-end si mescolano agli occhi sognanti di chi arriva con un briciolo di
ritardo. Per tanti di loro c'è il rito del pasto alla Spaghetti Junction di
Carlo
Bagassi, un italiano che dopo trent'anni di permanenza è divenuto uno dei
personaggi più in vista dell'Isola, oltre a rappresentare un punto di
riferimento fondamentale per i tanti appassionati italiani del TT. Il clou dello
show all'Isola di Man viene raggiunto nelle ultime serate, con l'esibizione
delle Red Arrows, la pattuglia acrobatica della RAF, nei cieli di Ramsey e
Douglas, e con lo stupendo spettacolo pirotecnico che illumina a giorno la baia
di Douglas. Ma a dare spettacolo, in ogni momento ci sono loro, le moto. Un
serpentone infinito e ronzante che non smette mai di contorcersi lungo tutte le
strade dell'isola. Quando se ne stanno a riposo, formano un enorme ventaglio che
asseconda le fattezze a ferro di cavallo della promenade di Douglas. Secondo una
recente statistica, nei giorni del TT è stato calcolato un numero di 17.195
motocicli circolanti (di cui 3168 immatricolati all'Isola): considerando che la
somma delle strade transitabili ammonta a 685 miglia, mediamente transitano 25
moto ogni miglio, vale a dire non meno di 16 moto al chilometro! Migliaia e
migliaia di veicoli a due ruote, quindi, ad ogni ora del giorno e della notte.
Il ronzio nervoso dei motori a due tempi, certo i più diffusi ma non i più
amati, è il ritornello più frequente nell'atmosfera unica, ammaliante,
meravigliosamente pura e pacchiana del Tourist Trophy. E l'ultima sera, quando
vai a negozi per comprare regali, acquistare le foto più belle delle varie corse
e scegliere le cartoline da spedire agli amici, puoi scoprire improvvisamente la
verità. Le gare non sono il contenuto del TT, ma solo il contenitore. Dentro può
starci di tutto, persino niente. E torni a sentire quell'odore. Lo stesso che
respiri, già molto più lieve, la mattina dopo, quando in nave o in aereo guardi
le coste che divengono sempre più piccole. Con la consapevolezza che l'Isola, in
quel momento, ti chiede di tornare. E allora avverti il bisogno malinconico di
sentirlo ancora forte, quell'odore.
Mario Donnini
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