IL MIO PRIMO TT RACE 2008
Sarà un rettilineo... senti.. non pelano nemmeno il gas"
"E' vero... certo che vanno... saranno almeno in quinta, forse addirittura in
sesta... non cambiano... ma in che posto ci ha portato Richie.. un noioso
rettilineo...?!?"Con questi pensieri ci arrampichiamo veloci sul muretto del
giardino, attirati dall'urlo del motore che si avvicina. La moto passa.
Cerchiamo gli occhi di qualcuno vicino, cerchiamo conferma, rassicurazione.
Pochi secondi e passa un'altra moto. Ci guardiamo di nuovo negli occhi,
increduli. Si, è un rettilineo, saranno in quinta o sesta e non pelano nemmeno
il gas. Siamo su un muretto ad un paio di Km. da Ramsey, la strada accenna una
leggerissima cunetta. Il pilota passa in pieno, così ad occhio ad almeno 230 Kmh,
sfila il marciapiede ad 1 metro da noi, solleva due ruote da terra, atterra
sbacchettando leggermente e infila una velocissima curva cieca a destra
sfiorando un muretto con la spalla protesa all'esterno. E' scioccante il primo
Tourist Trophy. Sono ormai due settimane che rivedo queste immagini, alla
pazzesca velocità con la quale sono state registrate nella mia mente, emozioni
violente che non mi abbandoneranno mai. Cerco di rallentarle per sottoporle al
processo superbo della razionalità, che seguendo il suo copione già scritto si
deve concludere con una rassicurante condanna: pericoloso , anacronistico,
inaccettabile. Ma perchè? Perchè devo nascondere la verità delle emozioni
provate, il fascino della strada, il sussulto dello spostamento d'aria provocato
dalla moto che ti sfiora, il rumore, l'odore, l'emozione "fisica" della corsa?
Non vedo eroi, nè superuomini, nei box di tende del paddock, aperto a tutti.
Vedo bambini che giocano tra le gomme, gente che ti sorride, che sembra
aspettare solo un tuo cenno per poterti parlare di Bray Hill e Union Mills, per
fare una foto di fianco ad un bambino, oroglioso, sulla moto da gara. Avverto un
contrasto stridente girando nel paddock. Ognuno di loro sa cosa può succedere
domani, e vive semplicemente le contraddizioni di questa competizione pura ed
estrema, drammaticamente vera ed umana, dove non c'è spettacolo, non c'è
show-business, ma una realtà che non traspare dai filmati, lo capisci solo
respirandone l'aria, che ti strega e ti lega, mentre ti scopri già a programmare
il ritorno. In realtà lo spettacolo esiste: è la gente che ti circonda, voci e
lingue diverse, colori e suoni, carbonio e cromature, e che condivide con te
l'esperienza umana che ti stai portando dentro, seduto sul prato di Bungalow,
così diverso dal prato del Mugello, almeno quello odierno. Non ci sono stati
incidenti mortali nel TT 2008. Purtroppo ce ne sono stati sulle strade aperte al
traffico, nonostante una capillare presenza della Polizia e una campagna di
sensibilizzazione realizzata con immagini scioccanti. Ecco, stampa di settore e
grilli parlanti tutti, questo vi chiedo: non nascondetevi dietro ipocriti
proclami, riportate la realtà di 100.000 persone che ogni anno si ritrovano su
un'Isola in mezzo al mare d'Irlanda per vedere una corsa fuori dal tempo,
rispettate le emozioni di chi ne ha respirato l'aria e ne è rimasto affascinato,
e con altrettanta sincerità, condannate davvero i comportamenti, questi si
irresponsabili ed inaccettabili, di chi crede di potere imitare John McGuinness
e Valentino Rossi, di chi sale in moto per sfida, di chi gioca con la morte, sua
e degli altri, ma sulle strade aperte al traffico. Subisco il fascino di questa
terra di confine che sono le corse su strada, e ho provato a raccontarvelo: se
proprio non riuscite a capire, per favore, non condannatele, ma giratevi
dall'altra parte.
Luca Terruzi